Che cos’è

INTERVENTI DI AIUTO NEL VERDE

Interventi di aiuto nel verde fattoria didattica a Benevagienna Cuneese

La nuova definizione di salute dell’OMS, presentata nel 2011, definisce la salute come “la capacità di adattamento e di autogestirsi di fronte alla sfide sociali, fisiche ed emotive”, ponendo l’accento sulla capacità della persona di convivere con la malattia nelle sue varie fasi, prevedendo che attraverso lo sviluppo di risorse interne si possa affrontare con successo anche condizioni di malattia e disabilità.

Ed è all’interno della nuova definizione di salute dell’OMS, in particolare nello sviluppo delle risorse interne, che gli interventi di aiuto nel verde trovano la propria collocazione come terapie di supporto alle convenzionali, come evidenziano gli studi scientifici.

“…sono necessari tempo, cura, pazienza perché un seme deposto in un vasetto metta radici e dia vita a una piantina, perché dopo i fiori vengano i frutti, perché le uova si schiudano e nascano i pulcini.”
In queste parole Montessori sottolinea l’importanza di far provare al bambino, tramite il contatto diretto con la natura, quel godimento che si prova quando il proprio impegno contribuisce alla nascita di una nuova vita, la soddisfazione per il lavoro fatto dopo aver provato l’attesa, la cura, la responsabilità e le preoccupazioni e di far conoscere al bambino, attraverso l’osservazione diretta, le relazioni fra gli elementi e dargli così la possibilità di riflettere sul ritmo della natura e la sua relazione con essa.

Ed è su queste basi che l’orto di aiuto e gli interventi assistiti con gli animali (IAA), portano il bambino (guidato da figure esperte) a toccare la natura e farsi avvolgere da essa, favorendo lo sviluppo delle proprie risorse interne come i processi cognitivi di scoperta, di memoria, di comunicazione, di ricerca e di sperimentazione, favorendo lo sviluppo cognitivo e motorio al pieno delle proprie potenzialità.

In questa nuova relazione gli animali rivestono un ruolo di ‘mediatori emozionali e catalizzatori’, fungendo da ponte comunicativo e da supporto per il bambino, mentre le piante pongono il bambino in una nuova condizione per cui non sono loro ad essere presi in cura da qualcuno, ma per la prima volta in prima persona a dover loro curare e far attenzione a qualcosa di esterno a loro stessi, favorendo la loro autoefficacia.

Interventi di aiuto nel verde fattoria didattica a Benevagienna Cuneese

INTERVENTI DI AIUTO NEL VERDE

La nuova definizione di salute dell’OMS, presentata nel 2011, definisce la salute come “la capacità di adattamento e di autogestirsi di fronte alla sfide sociali, fisiche ed emotive”, ponendo l’accento sulla capacità della persona di convivere con la malattia nelle sue varie fasi, prevedendo che attraverso lo sviluppo di risorse interne si possa affrontare con successo anche condizioni di malattia e disabilità.

Ed è all’interno della nuova definizione di salute dell’OMS, in particolare nello sviluppo delle risorse interne, che gli interventi di aiuto nel verde trovano la propria collocazione come terapie di supporto alle convenzionali, come evidenziano gli studi scientifici.

“…sono necessari tempo, cura, pazienza perché un seme deposto in un vasetto metta radici e dia vita a una piantina, perché dopo i fiori vengano i frutti, perché le uova si schiudano e nascano i pulcini.”
In queste parole Montessori sottolinea l’importanza di far provare al bambino, tramite il contatto diretto con la natura, quel godimento che si prova quando il proprio impegno contribuisce alla nascita di una nuova vita, la soddisfazione per il lavoro fatto dopo aver provato l’attesa, la cura, la responsabilità e le preoccupazioni e di far conoscere al bambino, attraverso l’osservazione diretta, le relazioni fra gli elementi e dargli così la possibilità di riflettere sul ritmo della natura e la sua relazione con essa.

Ed è su queste basi che l’orto di aiuto e gli interventi assistiti con gli animali (IAA), portano il bambino (guidato da figure esperte) a toccare la natura e farsi avvolgere da essa, favorendo lo sviluppo delle proprie risorse interne come i processi cognitivi di scoperta, di memoria, di comunicazione, di ricerca e di sperimentazione, favorendo lo sviluppo cognitivo e motorio al pieno delle proprie potenzialità.

In questa nuova relazione gli animali rivestono un ruolo di ‘mediatori emozionali e catalizzatori’, fungendo da ponte comunicativo e da supporto per il bambino, mentre le piante pongono il bambino in una nuova condizione per cui non sono loro ad essere presi in cura da qualcuno, ma per la prima volta in prima persona a dover loro curare e far attenzione a qualcosa di esterno a loro stessi, favorendo la loro autoefficacia.