La Fattoria di Bubi e Mimi

L’INCREDIBILE STORIA DELL’OCA MARTINA

Chissà ad oggi quanti bambini e ragazzi conoscono la storia dell’Oca Martina… Se ve la siete persa, rimediamo subito!

Konrad Lorenz, un rinomato etologo del XX secolo che trascorreva gran parte della sua vita studiando il comportamento degli animali, nel lontano 1949 pubblicò un libro di grande successo intitolato “L’anello di Re Salomone”. Il volume contiene un’incredibile quantità di storie e aneddoti raccolti nel corso dei suoi anni di lavoro in stretto contatto con il regno animale. Pesci, corvi e cani sono solo alcuni dei protagonisti di queste avventure, ma l’episodio sicuramente più significativo, anche per l’impatto che ebbe sul mondo scientifico, fu quello dell’Oca Martina.

L’OCA MARTINA E L’IMPRINTING

Durante una delle sue esplorazioni in una fattoria, lo studioso fece un incontro straordinario: un pulcino appena nato, che chiamò Martina. L’animale, privo di qualsiasi contatto con la sua vera madre, vide per la prima volta il volto di Lorenz, il quale divenne improvvisamente la sua figura materna attraverso un fenomeno noto come “imprinting”.

Da quel momento in poi, Martina seguì Lorenz ovunque andasse, considerandolo la sua guida e protettore. Lorenz, consapevole dell’importanza di questa connessione, costruì persino un cestino speciale per poter trasportare Martina con sé durante le sue osservazioni e studi, rispondendo pazientemente ai suoi richiami anche nelle ore più impensate.

Ma la parte più emozionante di questa storia è il suo epilogo: con il passare del tempo, Martina crebbe e maturò, diventando un’oca adulta capace di volare con le proprie ali. Nonostante l’attaccamento a Lorenz, Martina sviluppò la sua autonomia e intraprese il suo viaggio nell’universo degli uccelli, lasciando il suo mentore per vivere la vita di un’oca adulta indipendente.

Questo è il desiderio che nutriamo per tutte le persone che incrociano il cammino di APDAM: che possano sentirsi accolti, tutelati e accuditi e che presto possano riscoprire le proprie risorse e capacità, pronti ad affrontare il mondo con determinazione e forza, proprio come ha fatto l’Oca Martina.

SCOPRI LA FATTORIA DIDATTICA E SOCIALE

progetto fili derba crescere attraverso la natura fattoria didattica e sociale a benevagienna

PROGETTO FILI D’ERBA: CRESCERE ATTRAVERSO LA NATURA

Il progetto “Fili d’Erba” è terminato e ci ha lasciati soddisfatti e pieni di speranze per il futuro. Il racconto del progetto attraverso le parole di chi l’ha vissuto in prima persona.

Nel cuore del progetto “Fili D’erba”, la nostra ortoterapeuta Milena Bellonotto condivide un’ispirazione profonda: “Vorrei che il concetto del ‘prendersi cura’ di una pianta, di un seme o di un fiore generasse, per osmosi, il prendersi cura di sé e del proprio potenziale inespresso. Fili D’erba è anche questo: imparare ad amare e ad amarsi attraverso la Natura. Perché se non ci si ama dal profondo è difficile amare ciò che ci circonda.”

Il progetto che si è svolto all’interno della Fattoria di Bubi e Mimi, fattoria didattica e sociale a Benevagienna è iniziato a Marzo 2023. Il programma ha coinvolto una decina di bambini e ragazzi pre-adolescenti, insieme a un’ortoterapeuta e un’educatrice, per creare un ambiente generativo e accogliente. Questo ha fornito il terreno fertile per un percorso di crescita personale.

Le attività proposte durante questo percorso includevano la creazione di un erbario, la semina in vasetti, la caccia al tesoro per scoprire le erbe aromatiche e la realizzazione di una carta d’identità delle piante attraverso il disegno. La sfida era mantenere alta la motivazione dei giovani partecipanti, quindi, attraverso una riunione partecipativa, è emersa un’idea straordinaria: la creazione di oggetti a tema Natura da vendere al mercatino dell’antiquariato di Benevagienna. E con il ricavato? La realizzazione di un sogno di ogni bambino coinvolto.

Il 29 ottobre ha, quindi, segnato la conclusione di questo straordinario progetto con la vendita di prodotti unici come cassette colorate, segnalibri decorati con foglie essiccate, piccoli bouquet, bustine di semi e sacchetti di potpourri. Ottima l’affluenza al banco grazie alla partecipazione attiva dei bambini: da chi cercava modi per attirare potenziali clienti a chi spiegava con accuratezza e precisione gli oggetti in vendita, dalla loro nascita al loro utilizzo, nonché il progetto Fili d’erba, grazie al quale tutto è stato possibile.

L’educatrice Rita Alessandria condivide la sua soddisfazione con queste parole: “La soddisfazione finale è stata grande e questo è solo un arrivederci”. Il progetto continua a lasciare un’impronta positiva nella comunità, promuovendo il legame tra la cura della Natura e la crescita personale dei partecipanti.

SCOPRI IL PROGETTO “FILI D’ERBA”

il giardino del sentire oltre i confini luogo di inclusione sociale a benevagienna

ESPLORANDO IL GIARDINO SENSORIALE: UN VIAGGIO NELL’INCLUSIONE ATTRAVERSO I GRANDI PERSONAGGI – II PARTE

Il Sogno, la Forza e l’Inclusione: Le storie che illuminano il nostro Giardino

Proseguiamo oggi nel nostro viaggio nel “Giardino Sensoriale”, esplorando le storie ispiratrici di individui straordinari che ci hanno guidato attraverso i loro sogni, insegnandoci il valore della lotta per ciò in cui crediamo (leggi la prima parte dell’articolo)

Anna Frank: Trovare la Bellezza nella Sofferenza

Anna Frank, tramite il suo potente Diario scritto durante l’Olocausto, ci ha donato la frase indelebile: “Non penso a tutta la miseria, ma alla bellezza che rimane ancora.” La forza di questa giovane ci insegna che la prospettiva può trasformare anche le sfide più difficili in opportunità di crescita.

J.K. Rowling: Sogni, Rifiuti, e il Successo di Hogwarts

J.K. Rowling ci ha portato nel magico mondo di Hogwarts con la Saga di Harry Potter. Meno noto è il fatto che questa autrice abbia scritto la saga durante un periodo buio della sua vita e abbia affrontato numerosi rifiuti editoriali prima di trovare chi credesse nel suo talento. La sua storia ci ricorda che il successo spesso segue la perseveranza.

Samantha Cristoforetti: Rompere gli Stereotipi Spaziali

Voliamo nello spazio con l’astronauta Samantha Cristoforetti, donna coraggiosa che sfida gli stereotipi di genere nel campo scientifico. La sua storia evidenzia le discriminazioni che limitano le opportunità delle donne nelle materie scientifiche e ci invita a promuovere una maggiore parità di genere in ogni ambito.

Nelson Mandela: L’Arma Potente dell’Educazione

Concludiamo con Nelson Mandela, premio Nobel per la pace e simbolo della lotta contro il segregazionismo. La sua dichiarazione “L’educazione è l’arma più potente che ci consente di cambiare il mondo” ci ispira a perseguire la consapevolezza come motore del cambiamento, affrontando le ingiustizie e costruendo una realtà migliore. Nonostante il suo impegno politico iniziò nel 1944, è evidente quanto sia ancora necessario ricordare e portare avanti la sua lotta, al giorno d’oggi.

In questo giardino, ogni pietra racconta una storia di coraggio e determinazione.
Vi invitiamo a Bene Vagienna per immergervi in queste straordinarie narrazioni, simboli tangibili di un mondo che abbraccia la parità, combatte le discriminazioni e incoraggia il perseguire dei sogni con tenacia.

Bibliografia 

  1. Libreriamo – le frasi più belle di Anna Frank
  2. Le Petre – JK Rowiling: Come è nata la storia di Harry Potter
  3. Wikipedia – Malala Yousafzai
  4. Fem – Nelson Mandela: frasi, citazioni e aforismi dell’eroe sudafricano
  5. Unicef – Rapporto: in matematica, le ragazze sono indietro rispetto ai ragazzi a causa delle discriminazioni e degli stereotipi di genere
Fattoria didattica a Benevagienna inclusione sociale

ESPLORANDO IL GIARDINO SENSORIALE: UN VIAGGIO NELL’INCLUSIONE ATTRAVERSO I GRANDI PERSONAGGI – I PARTE

Diamo uno sguardo alle aule del “Giardino del sentire oltre i Confini” che abbiamo dedicato a grandi personaggi che hanno lasciato un segnato nell’ambito dell’inclusione

Benvenuti nella Fattoria di Bubi e Mimi a Bene Vagienna, nel cuore del nostro “Giardino del Sentire Oltre i Confini” (scopri tutto sul giardino). In questo luogo unico, ciascuna area è dedicata a figure straordinarie che, attraverso la loro vita e il loro impegno, hanno superato pregiudizi, abbattuto limiti e affrontato le difficoltà, regalandoci preziose lezioni di inclusione. 

Jacques Cousteau: Oltre i Limiti Marini

Jacques Cousteau, il leggendario esploratore del mondo sottomarino, ha dedicato la sua esistenza a diffondere le meraviglie degli abissi. Fu anche autore dell’illuminata “Carta dei diritti delle generazioni future”, presentata all’UNESCO e approvata nel 1991. Il nostro laghetto, abitato da anatre e piccoli pesci, è un omaggio a Cousteau. Questo spazio consente ai bambini con difficoltà motorie di immergere i loro piedini in sicurezza, permettendo loro di sperimentare il piacevole movimento degli animali sott’acqua.

Malala Yousafzai: Educazione Senza Confini

L’aula all’aperto, incorniciata da tigli profumati, è dedicata a Malala Yousafzai, premio Nobel per la pace nel 2014. Malala ha difeso con determinazione il diritto all’istruzione, dichiarando di non temere alcun ostacolo nel perseguire la sua educazione.  Malala disse: «Non mi importa di dovermi sedere sul pavimento a scuola. Tutto ciò che voglio è l’istruzione. E non ho paura di nessuno.». In questa aula, insegnanti e bambini si riuniscono a terra, per riallacciare il legame con la terra, ormai spesso trascurato. Questo spazio incarna il valore di un’istruzione senza confini e il coraggio di perseguire un percorso educativo personale.  Il profumo intenso dei tigli accompagna le sedute di neuropsicomotricità e le attività formative volte a supportare bambini e giovani in difficoltà.

Il Messaggio di Fratellanza nei Cerchi di Piante: Madre Teresa di Calcutta

I cerchi di piante, dedicati a donne straordinarie come Madre Teresa, trasmettono messaggi profondi di fratellanza, tolleranza e amore. Madre Teresa ci ricorda l’importanza di mettere amore anche nelle piccole cose, senza attendere occasioni straordinarie. Questo principio diventa il cuore pulsante de “La fattoria di Bubi e Mimi”, una fattoria didattica di APDAM che, combattendo la povertà educativa nella provincia di Cuneo, dimostra come l’impronta dell’educazione rimanga nei bambini, indipendentemente dal percorso di vita che sceglieranno.

In questo giardino, ogni spazio racconta una storia di inclusione e apprendimento.

Vi aspettiamo per condividere con noi l’esperienza di questi luoghi straordinari, simboli tangibili di un mondo che abbraccia e celebra l’inclusione in tutte le sue sfaccettature.

Bibliografia 

  1. Wikipedia – Jacques-Yves Cousteau
  2. Sergio Ferraris – La carta dei diritti delle generazioni future
  3. Wikipedia – Malala Yousafzai

LA COSMETICA NATURALE CHE AIUTA APDAM – parte 2

Nella Fattoria didattica di Bubi e Mimi, la Fattoria sociale realizzata all’interno di un’azienda agricola tradizionale a conduzione familiare, viene prodotta la cosmetica naturale che aiuta a sostenere le attività di APDAM.

Nella Fattoria di Bubi e Mimi, la fattoria didattica e sociale realizzata all’interno di un’azienda agricola tradizionale a conduzione familiare produciamo la linea di cosmETICA: prodotti per la cura della persona realizzati con ortaggi e aromatiche officinali, coltivati seguendo i principi dell’agroecologia.

La vendita dei prodotti di cosmETICA ci supporta per continuare a metterci a disposizione come luogo accogliente, come ambiente rigenerativo dove ogni bambino e ogni persona possono trovare benessere.

Puoi trovare tutti i progetti e le attività che hanno luogo nella fattoria cliccando QUI.

Quest’anno abbiamo realizzato una linea di 14 prodotti creati con attenzione verso la Natura, dalla semina alla trasformazione.

Oggi ti presentiamo le proprietà e i benefici di altri 2 prodotti che trovi da subito disponibili per te o per i tuoi regali di Natale!


SAPONE MANI E VISO

AL MELONE E ALL’ANGURIA

Sapone detergente e protettivo

Il MELONE appartiene alla famiglia delle Cucurbitacee ed è caratterizzato dal contenere una grande quantità di acqua, pari a circa il 90%, oltre a preziosi sali minerali e vitamine.
Tra queste, la vitamina A è ottima per evitare la secchezza delle mucose e della pelle, per questo l’estratto è utilizzato per lenire la pelle secca o sensibile. La vitamina E, poi, è un potente antiossidante.
In particolare, il melone aiuta ad eliminare le tossine, a prevenire la comparsa di macchie e a deterge la pelle.

I prodotti a base di melone e anguria, per i loro alti poteri idratanti, sono ottimi per mantenere una pelle idratata, luminosa, tonica e morbida. Sono ideali per tutti i tipi di pelle, anche per le sue proprietà antinfiammatorie.

DOCCIA SHAMPOO

AL MELONE E ALL’ANGURIA

Fresco e delicato

Anche l’ANGURIA appartiene alla famiglia delle Cucurbitacee ed è ricca di acqua, sali minerali e vitamine.
Oltre alle proprietà che ha in comune con il melone, l’anguria ha anche un’azione antiossidante e di aiuto per la protezione della pelle dai raggi UV.

La pelle non è l’unica a beneficiare delle loro proprietà, perché i prodotti a base di anguria e melone sono ottimi anche per i capelli, che risulteranno lucenti e idratati.

La polpa e dei semi dell’anguria sono ricchi di OMEGA 6 e 9 che proteggono dalla disidratazione del capello e aiutano a fronteggiare situazioni di stress per la cute.

Prova tutti i nostri prodotti di cosmetica. Con un piccolo gesto puoi prenderti cura di te e aiutare APDAM.

LA COSMETICA NATURALE CHE AIUTA APDAM

Nella Fattoria didattica di Bubi e Mimi, la Fattoria sociale realizzata all’interno di un’azienda agricola tradizionale a conduzione familiare, viene prodotta la cosmetica naturale che aiuta a sostenere le attività di APDAM.

Nella Fattoria di Bubi e Mimi, la fattoria didattica e sociale realizzata all’interno di un’azienda agricola tradizionale a conduzione familiare produciamo la linea di cosmETICA: prodotti per la cura della persona realizzati con ortaggi e aromatiche officinali, coltivati seguendo i principi dell’agroecologia.

La vendita dei prodotti di cosmETICA ci supporta per continuare a metterci a disposizione come luogo accogliente, come ambiente rigenerativo dove ogni bambino e ogni persona possono trovare benessere.

Puoi trovare tutti i progetti e le attività che hanno luogo nella fattoria cliccando QUI.

Quest’anno abbiamo realizzato una linea di 14 prodotti creati con attenzione verso la Natura, dalla semina alla trasformazione.

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CREMA MANI ZUCCA E CALENDULA

Crema mani nutriente e lenitiva

La ZUCCA appartiene alla famiglia delle Cucurbitacee, una parola che deriva dal Sanscrito e che sta a indicare il groviglio caratteristico dei fusti di queste specie vegetali. Conosciuta e diffusa da moltissimi anni, solo recentemente la zucca è stata oggetto di studi scientifici per comprovarne l’utilizzo anche nel campo della cosmesi.

Nei semi della zucca, infatti, sono state identificate sostante ottime per la resistenza all’ossidazione dei tessuti e per questo utilizzate nei cosmetici ad azione antietà e antinquinamento: la zucca è ottima per mantenere la pelle nutrita e luminosa.

Oltre a questo, la polpa è ricca di minerali come fosforo, potassio, calcio, sodio e magnesio. Questi minerali risultano essere ottimi per la preparazione di prodotti nutrienti, idratanti e leviganti per il viso. La zucca possiede anche un’azione anti-infiammatoria, utile per lenire le scottature o le punture di insetto.

La CALENDULA appartiene alla famiglia delle Asteraceae, principalmente diffusa in Europa centrale e meridionale, Asia occidentale e Stati Uniti.

I suoi fiori vengono utilizzati nella produzione di cosmetici e altri rimedi naturali. È conosciuta per le sue azioni antiinfiammatoria, cicatrizzante, emolliente ed idratante; antiossidante ed antifungina.

Queste qualità fanno sì che la calendula venga impiegata per problemi della pelle come ferite, cute infiammata ed arrossata, acne e micosi. I prodotti a base di calendula sono inoltre molto calmanti e hanno un effetto di guarigione sulle ferite, per questo risultano essere adatti alla cura di pelle screpolata, secca e danneggiata dal sole

ACQUA PROFUMATA AI FIORI DI LAVANDA

FRESCHEZZA E RELAX

La LAVANDA è una pianta erbacea, perenne e profumatissima originaria del Mediterraneo. Il nome lavanda ha origine dalla parola “lavare”, poiché già i Romani ne facevano largo uso nelle loro pratiche di pulizia quotidiana e nelle terme.

Da centinaia di anni la lavanda è apprezzata per il suo grande potere curativo: non solo ha proprietà antisettiche, antidepressive e sedative, ma è anche in grado di accelerare la guarigione e prevenire la formazione di cicatrici. Inoltre è anche un ottimo repellente antizanzare.


Sulla pelle la lavanda crea una protezione di difesa dagli agenti esterni e non fa disperdere la sua umidità naturale: questo la rende adatta a tutti i tipi di pelle, anche per la grassa ed acne, dove spesso troviamo una disidratazione profonda, soprattutto se si usano prodotti aggressivi. 


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Bibliografia

  • Patel, Seema. (2013). Pumpkin (Cucurbita sp.) seeds as nutraceutic: A review on status quo and scopes. Mediterranean Journal of Nutrition and Metabolism.
  • Rezig, L., Chouaibi, M., Msaada, K., Hamdi, S. (2012) Chemical composition and profile characterisation of pumpkin (Cucurbita maxima) seed oil. Industrial Crops and Products, 37
  • Smith D. B. (1997). The Initial Domestication of Cucurbita pepo in the Americas 10,000 Years Ago. 09 May 1997: Vol.276.
  • Carrubba, A., Catalano, C., Militello, M. (2009). La coltivazione della calendula (Calendula officinalis L.) come prodotto erboristico.. In Atti XV Congresso Nazionale Società Italiana di Fitoterapia. Siena. Disponibile in: https://hdl.handle.net/10447/52635
  • Fonte: Heike Käser 2010, “Naturkosmetische Rohstoffe”, Linz, Verlag Freya, 3. Auflage 2012.
agenda-2030-per-uno-sviluppo-sostenibile

PROGETTARE SECONDO GLI OBIETTIVI DI AGENDA 2030

L’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, sottoscritta il 25 settembre 2015 da 193 Paesi delle Nazioni unite, tra cui l’Italia, mira a condividere l’impegno a garantire un presente e un futuro migliore al nostro Pianeta e alle persone che lo abitano.

Infatti, l’Agenda definisce 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals – SDGs nell’acronimo inglese) da raggiungere entro il 2030, articolati in 169 Target, che rappresentano una bussola per porre l’Italia e il mondo su un sentiero sostenibile.

L’Agenda 2030 porta con sé una grande novità: per la prima volta viene espresso un chiaro giudizio sull’insostenibilità dell’attuale modello di sviluppo, non solo sul piano ambientale, ma anche su quello economico e sociale, superando in questo modo definitivamente l’idea che la sostenibilità sia unicamente una questione ambientale e affermando una visione integrata delle diverse dimensioni dello sviluppo.

Perché per noi di Apdam gli obiettivi di Agenda 2030 sono importanti

L’Agenda 2030 guida la scrittura dei nostri progetti di cooperazione internazionale allo sviluppo. Progettare secondo gli obiettivi dell’Agenda 2030 significa infatti contribuire, nel nostro piccolo, a raggiungere questi obiettivi globali.

Il raggiungimento di tali obiettivi è infatti un impegno collettivo, che riguarda tutte e tutti, come ricordato nel preambolo del documento dell’ONU Transforming our world: the 2030 Agenda for Sustainable Development: “All countries and all stakeholders, acting in collaborative partnership, will implement this plan.”

I principali OSS (Obiettivi di Sviluppo Sostenibile) che APDAM si impegna a realizzare nei propri progetti, sia in Italia che all’estero, sono.

OSS 1: Porre fine ad ogni forma di povertà nel mondo

OSS 2: Porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile

OSS 3: Assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età

OSS 5: Raggiungere l’uguaglianza di genere e l’empowerment (maggiore forza, autostima e consapevolezza) di tutte le donne e le ragazze

OSS 10: Ridurre l’ineguaglianza all’interno di e fra le Nazioni


Bibliografia 

  1. Save the Children – che cos’è la povertà educativa: definizione e cause
  2. United States – Trasforming our world: the 2030 Agenda for sustainable development
Poverta-educativa-agenda2030-educazione-Apdam-impresa-sociale-cuneese

Lotta alla Povertà Educativa: la missione di Apdam

La Povertà Educativa è una delle tante missioni di Apdam. Vediamo insieme cosa vuol dire “POVERTA’ EDUCATIVA”

Save The Children, è stata la prima a introdurre in Italia il concetto di Povertà Educativa, che viene definita come “la privazione da parte dei bambini, delle bambine e degli/delle adolescenti della possibilità di apprendere, sperimentare, sviluppare e far fiorire liberamente capacità, talenti e aspirazioni”.

La povertà educativa è frutto di fattori economici, sociali e ambientali. Nelle famiglie marginalizzate, molto spesso si attiva un circolo vizioso e i figli, a loro volta, saranno adulti in svantaggio sociale.

Come dice Lorena Milani, professoressa di Pedagogia Generale e sociale presso l’università di Torino, il sistema non mette in campo strumenti sufficienti per il sostegno di queste persone, per poterle affiancare in maniera dignitosa riducendo così la disuguaglianza sociale.

Come Apdam agisce per combattere la povertà educativa

Richiamando l’agenda 2030, l’obiettivo n. 4 si concentra sul «Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti». La Fattoria di Bubi e Mimi apre le porte e offre una possibilità in più a chi non potrebbe permettersi, altrimenti, di farlo, permettendo ai bambini che la frequentano di imparare, conoscere e prendersi cura di sé e degli altri, in un contesto naturale e quindi rigenerante.

Attualmente, attraverso il progetto Fili d’Erba, che prevede la presenza di un’ortoterapeuta e un’educatrice, APDAM svolge delle attività a contatto con la natura, pretesto per potersi relazionare con i bambini e poterli aiutare a sviluppare nuove potenzialità, i loro talenti e sviluppando la loro dignità umana. 

Come lo facciamo? Per noi è fondamentale la centralità del protagonismo e della partecipazione dei ragazzi in relazione al diritto all’ascolto e alla partecipazione dei bambini e delle bambine a tutto ciò che li riguarda – art. 12 della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (1989). In questo senso, partiamo dai loro desideri e dalle proposte che nascono da loro per poter programmare le attività. 


Bibliografia 

  1. Save the Children – che cos’è la povertà educativa: definizione e cause
  2. Education Sciences & Society – Povertà educativa e Global Education. Riflessioni per uno scenario futuro
  3. Nazioni Unite – Obiettivo n. 4
estate-ragazzi-benestate-2023-apdam-contatto-con-la-natura

Estate ragazzi: BENESTATE 2023 – parte 2 di 2

Le attività nel giardino sensoriale di APDAM durante l’estate ragazzi 2023

In precedenti articoli abbiamo parlato dell’importanza dell’esperienza del bambino in contesti naturali, mediata dalle giuste figure professionali, per il proprio benessere psicofisico.

Per lo sviluppo dei minori, infatti, questo genere di attività sono fondamentali perché permettono di fare esperienze di apprendimento non formali in contesti naturali, favorendo esperienze di crescita e conoscenza del sé grazie al contatto con gli altri e con le piante.

Per questo, tra le attività previste durante l’Estate Ragazzi BENESTATE 2023 (LEGGI L’ARTICOLO) non sono mancati momenti nel Giardino del Sentire Oltre i Confini, il giardino sensoriale di APDAM.

Le attività nel verde svolte durante Estate Ragazzi

PERCORSI IN NATURA

Una serie di prove che possono essere superate solo con la collaborazione e il coordinamento del gruppo.

ANALISI SENSORIALE

I bambini hanno imparato a conoscere le proprietà della frutta, della verdura e delle erbe aromatiche e delle spezie attraverso i sensi: olfatto, vista, tatto, gusto…e udito!

YOUNG 4 H2O

Attività laboratoriali volte alla scoperta dell’acqua e ad aumentare consapevolezza, responsabilità e grado di attivazione dei giovani in merito a stili di vita sostenibili e soluzioni collettive d’azione.

Progetto di ricerca-azione in cui i bambini attraverso interviste, racconti dei nonni, dei contadini, foto, cartoline ecc scoprono quali sono stati gli effetti della siccità e come sono cambiate le stagioni negli ultimi anni nel loro territorio

Attività ludico-ricreative volte ad una maggiore sensibilizzazione sulla raccolta differenziata e sul rispetto dell’ambiente che ci circonda.


L’estate ragazzi è ormai terminata, ma se queste attività ti hanno incuriosito, ti aspettiamo durante l’anno con i nostri laboratori nella Fattoria di Bubi e Mimi!


Bibliografia 

  1. Ortoterapia: caratteristiche, ambiti di applicazione e benefici
  2. Coltiviamo agricoltura sociale
APDAM-Avicoli-pet-therapy-galline-galli-interventi-di-aiuto-con-gli-animali

PET THERAPY: GALLINE E OCHE

Galli e galline sono visti solitamente come animali da allevamento, infatti entro l’anno di vita vengono soppressi e non si ha conoscenza comportamentale ed affettiva di questi esemplari. Ma vediamo come possono essere utili per la Pet Therapy.

La novità è che sono stati riconosciuti, per la prima volta anche in Italia, come protagonisti adatti per gli Interventi Assistiti, infatti in Gran Bretagna le galline sono riconosciute da tempo come coterapeuti e già nel 1800 le galline erano impiegate negli istituti psichiatrici per calmare i pazienti.

La legittimazione ufficiale è stata ottenuta dalla Fattoria del parco Trotter del comune di Milano, grazie al lavoro della cooperativa sociale “Tempo per l’infanzia” in collaborazione con l’ATS veterinaria.

LA PAROLA AGLI ESPERTI

La responsabile degli Interventi con animali Elena Sposito presso la Fattoria del parco Trotter spiega così il percorso da loro intrapreso: “Ci occupiamo di pet therapy da anni soprattutto con cani, gatti, conigli. Interventi che coinvolgono altri animali, come ad esempio quelli da fattoria, si possono fare ma non è possibile chiamarli IAA. Questo perché bisogna mettere in atto precisi protocolli approvati e definiti dal Ministero e dal Centro di referenza nazionale. L’unicità del nostro progetto è proprio questa: abbiamo ottenuto per la prima volta il riconoscimento ufficiale del Ministero a impiegare le galline connotando le nostre attività come IAA1”.

Galli e galline sono molto portati alla socialità e hanno bisogno di stare insieme. Morgana Galardi ricercatrice del Centro di Referenza Nazionale per gli Interventi Assistiti con gli Animali (CRN IAA)  racconta che galli e galline hanno una storia di domesticazione relativamente recente, ma essa ha impattato sulle abilità sociali di questi animali che sono in grado di relazionarsi attivamente con noi. Questi avicoli, pur non essendo tradizionalmente animali da compagnia, quando vengono allevati fin da pulcini interagendo con le persone dimostrano di essere in grado di comunicare con l’essere umano e imparare in maniera sorprendente2.

Infine Elena Sposito aggiunge che “ognuno di loro ha il suo carattere, ciascun esemplare ha un proprio temperamento. Questo è importante che le persone lo sappiano: la gallina, che generalmente viene considerata stupida, è in realtà molto intelligente3

LEGGI GLI ALTRI ARTICOLI DI APDAM


BIBLIOGRAFIA

  1. Kodami – Le galline sono state riconosciute come coterapeuti negli Interventi assistiti con animali
  2. La voce della montagna – Le galline: l’ultima frontiera della pet therapy
  3. Pet Me – Pet therapy con le galline, ora è possibile!
Orti di aiuto apdam aiuto nel verde biofilia

PERCHÉ GLI ORTI DI AIUTO SONO EFFICACI? – parte 2 di 2

Orti di aiuto, cosa sono e come nascono: scopriamo insieme la BIOFILIA.

Nello scorso articolo, abbiamo analizzato come la biofilia può essere una risposta sull’efficacia degli orti di aiuto. Oggi approfondiamo questo tema e scopriamo cos’è la Biofilia

La biofilia è l’attrazione che la natura esercita sulla psiche umana e che determina la tendenza innata dell’uomo a concentrare l’attenzione sulle forme di vita e su tutto ciò che le ricorda. 

“L’ipotesi biofilica afferma che la nostra storia è quella di una lenta coevoluzione con la biosfera e che non possiamo evolvere in qualcosa di nuovo indipendentemente da essa. Il processo di evoluzione delle specie per selezione naturale è lentissimo per cui per milioni di anni siamo stati in stretta relazione con l’ambiente e gli adattamenti della specie umana sono il risultato di questa connessione, in risposta alle necessità imposte dall’ambiente.

Gli animali e la natura sono stati gli attori e lo scenario all’interno del quale ci siamo evoluti; chi riusciva a cogliere le irregolarità dell’ambiente e a comprendere al meglio il comportamento degli animali aveva notevoli vantaggi dal punto di vista della sopravvivenza. Al contrario la storia della civiltà umana è troppo breve per cambiare adattamenti esistenti e quindi l’uomo continua a sentirsi attratto dal tipo di ambiente che ha indirizzato prepotentemente la sua evoluzione.

Per molto tempo ancora la biologia e le emozioni umane resteranno le stesse perché le nostre mutazioni non sono rapide come quelle di organismi semplici e si crea uno scarto crescente tra la nostra evoluzione culturale estremamente rapida e la nostra eredità genetica che evolve invece con estrema lentezza”

Il nostro desiderio di connessione con la natura è quindi innato e potente quanto gli altri istinti naturali (Wilson, E. O. (1984). Biophilia. Cambridge: Harvard University Press.).

PER QUESTO IL CONTATTO CON LA NATURA PUO’ RIPORTARCI A CASA, RIANNODARCI ALLA VITA STESSA.

Scopri di più sulle attività di APDAM


BIBLIOGRAFIA

  1. Giardini per rivivere: orticoltura e giardinaggio a fini terapeutici in contesti sanitari – Tesi di Righetto Costantina
  2. Wikipedia – La Biofilia
  3. Wikipedia – Edward Wilson
estate ragazzi benestate 2023 apdam relazione con gli animali

Estate ragazzi: BENESTATE 2023 – parte 1 di 2

Le attività con gli animali di APDAM durante estate ragazzi 2023

In precedenti articoli abbiamo parlato dell’importanza dell’interazione del bambino con le altre specie animali (LEGGI L’ARTICOLO) e dei preziosi stimoli derivanti dalla creazione di una relazione con gli animali mediata dalle giuste figure professionali (LEGGI L’ARTICOLO).

Per lo sviluppo dei minori, infatti, questo genere di attività sono fondamentali perché permettono di fare esperienze di apprendimento non formali in contesti naturali, favorendo esperienze di crescita e conoscenza del sé grazie al contatto con gli altri e con gli animali.

Per questo, tra le attività previste durante l’Estate Ragazzi BENESTATE 2023 (LEGGI L’ARTICOLO) non mancano momenti di contatto con gli animali. Il contatto con essi sono necessari per imparare a conoscersi attraverso la creazione di una relazione con gli animali della fattoria.

Le attività svolte durante Estate Ragazzi

ATTIVITÀ DI CURA DEGLI ANIMALI

Attraverso piccole operazioni di accudimento, viene trasmessa ai bambini l’importanza della cura e dell’entusiasmo per averlo fatto, inoltre si aumenta la fiducia dei bambini nei confronti degli animali. Dunque, conoscere gli animali della fattoria, instaurare con loro un rapporto di amicizia, prendersene cura ogni giorno facendo attenzione ai loro bisogni e scoprendo nuove curiosità.

ANIMALI IN GIOCO

Attraverso giochi e attività ludico motorie i bambini saranno coinvolti in maniera attiva nel conoscere e riconoscere le caratteristiche principali degli animali che vivono nella fattoria.

IL MICROCOSMO NEL GIARDINO

Gli insetti sono creature estremamente importanti per l’ecosistema e per la sopravvivenza di molte specie di piante e animali. Esploriamo la natura e il Giardino del Sentire Oltre i Confini alla ricerca delle diverse specie di insetti o di piccoli animali che lo abitano. Prendiamone alcuni per poterli osservare meglio, facendo attenzione a non fargli del male e dopo averli raccolti, proviamo a riconoscerli e a classificarli grazie a delle guide.  

LAVORI MANUALI

Attraverso semplici attività manuali, i bambini costruiranno casette per gli animali della fattoria, sperimentando e sviluppando nuove abilità e attitudini.


Se queste attività ti hanno incuriosito, non perdere l’occasione di partecipare: scarica il volantino dell’Estate Ragazzi BENESTATE 2023 ti aspettiamo


Bibliografia 

  1. L’effetto natura sui bambini aumenta salute, benessere e quoziente intellettivo – WWF
  2. Cos’è la zoonantrapologia – spaziopernoi.it
  3. Cos’è la pet therapy e quali sono i benefici – paginemediche.it

PERCHÉ GLI ORTI DI AIUTO SONO EFFICACI? – parte 1 di 2

Orti di aiuto, cosa sono e come nascono.

Una risposta, sul perché gli Orti di Aiuto sono efficaci, la può dare la biofilia

La biofilia è l’attrazione che la natura esercita sulla psiche umana e che determina la tendenza innata dell’uomo a concentrare l’attenzione sulle forme di vita e su tutto ciò che le ricorda. 

Edward Wilson, biologo statunitense fu il primo a trattare il tema della biofilia.

Infatti Edward Wilson, notò come persone di culture e provenienze diverse scegliessero di vivere in luoghi simili. Con una posizione sopraelevata e visuale ampia, vicino ad una distesa di acqua, con prati e alberi, alberi con rami bassi e orizzontali e fronde stratificate. 

Afferma Wilson che “prove di questo tipo, pur nella loro frammentarietà, indicano che gran parte della natura umana è stata codificata nei nostri geni nei lunghi periodi in cui la nostra specie ha vissuto a stretto contatto con il resto dei viventi. Se recuperiamo il valore di questo legame riacquistando il giusto posto nella biosfera allo stesso livello di tutti gli altri organismi viventi ameremo la vita, anche la nostra, in tutte le sue forme e saremo in grado di affrontare meglio le difficoltà che la vita ci mette davanti”.

Sempre E. Wilson continua «Insito nella natura umana c’è un amore per la natura e un senso di connessione con l’ambiente, un bisogno della vicinanza di altri esseri viventi che ha le sue radici nel nostro patrimonio genetico. I nostri antenati hanno vissuto per milioni di anni mantenendo uno stretto contatto con la natura che li circondava e rispettandone i ritmi; non è pensabile che poche migliaia di anni – in termini evolutivi un periodo di tempo brevissimo – siano bastati a fare piazza pulita di un’esperienza tanto radicata». (Wilson, E. O. (2008). La creazione, Adelphi Ed. p. 82). 

Infatti, questo è il motivo per cui crediamo fortemente nella potenzialità dell’Orto di Aiuto.
Il contatto con la natura può riportarci a casa, riannodarci alla vita stessa.

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BIBLIOGRAFIA

  1. Wilson, E. O. (2008). La creazione, Adelphi Ed. p. 82
  2. Wikipedia – La Biofilia
  3. Wikipedia – Edward Wilson

PERCORSI DI EDUCAZIONE ASSISTITA CON GLI ANIMALI

Prima di entrare nel merito, è necessario fare una premessa importante: vivere con animali domestici e aver costruito con loro un rapporto stretto e una buona comunicazione, non significa svolgere Educazione Assistita con gli Animali (EAA) 24 ore su 24. 

Sicuramente la convivenza con un animale porterà vicendevolmente dei benefici ad entrambi, quando si convive con qualcuno a cui si vuole bene, il ritrovarsi sotto lo stesso tetto e trascorrere del tempo insieme dona calore ad ambedue.

Quando però si parla di EAA, si intende un percorso che si prefigge di raggiungere degli obiettivi, i quali vengono prefissati, scelti sulla persona coinvolta e modulati durante il percorso grazie a momenti di rivalutazione in itinere da parte degli operatori. Per far tutto ciò, inevitabilmente si rendono necessarie delle figure esperte e preparate sia umane che animali. Operatori che sappiano ascoltare, riconoscere ed accogliere i bisogni della persona ed animali che per caratteristiche caratteriali e capacità sappiano essere ponte tra la persona e il mondo. Inoltre punto fondamentale, in base agli obiettivi prefissati, è capire quale degli animali conosciuti, a seconda delle caratteristiche caratteriali e capacità, possa essere il giusto co-terapeuta.

Pensate quando rientrate a casa, aprite la porta e trovate ad aspettarvi il vostro cane, con la coda che sventola velocemente, con le orecchie abbassate, sguardo tenero che si avvicina a voi per un abbraccio. In quel momento, avete un senso forte di appagamento, perché vi aspettava ed era lì subito dietro alla porta perché aveva riconosciuto il suono dei vostri passi su per le scale. Percepite che l’unica cosa che conta in quel momento per il vostro cane è il vostro contatto e cogliete dalla sua gestualità l’espressione di un’intesa di felicità nel vedervi. In quel momento il senso di solitudine svanisce perché siete visti, cercati.

In EAA si arriva a provare quel senso di appagamento per essere riconosciuto dall’animale, per essere cercato, il fine spesso è proprio quello di spezzare la solitudine dove le situazioni di vita difficili possono confinare, ma poi quell’emozione non rimane lì, non cade, viene vista, esaminata, elaborata e fatta propria incontro dopo incontro e grazie agli operatori il legame tra persona e l’animale non è solo affettivo ma anche terapeutico.

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RELAZIONI CON GLI ANIMALI: IL BENEFICIO DELLA PET THERAPY

Gli Interventi Assistiti con gli Animali: la Pet Therapy di APDAM

Oggi scopriamo, nello specifico, come stimolare la socializzazione, grazie alla Pet Therapy.

Gli animali sono ottimi “mediatori emozionali”, canali di comunicazione e stimolo alla partecipazione attiva. La loro caratteristica è il favorire sia la comunicazione verbale che quella non verbale, fungendo da ponte tra la persona e il mondo circostante e facilitando il riannodarsi “al qui ed ora”. 

Uno dei più importanti meccanismi d’azione nel rapporto uomo-animale è di tipo affettivo e ha una forte base emozionale, espressa con diverse modalità. La vista, la presenza, il contatto con gli animali si rileva come un importante stimolo allo sviluppo della socializzazione, perché porta le persone presenti a parlare dell’animale: delle sue caratteristiche, delle sensazioni provate al tocco, della curiosità che suscita la loro diversità e dei sentimenti provati (alcune volte anche discordanti) come la paura e il desiderio di accudimento. 

L’animale non giudica, si dona totalmente, ed entrando nella sfera emozionale fa emergere sensazioni e sentimenti non facilmente affrontabili verbalmente e costituisce per molti soggetti un importante veicolo di facilitazione nel descrivere emozioni inespresse, dando così la possibilità di dar loro un nome. Grazie alla compagnia dell’animale, soprattutto se mediata da operatori, si può esperire l’esperienza della calma, del saper aspettare, del guadagnarsi il contatto. Si stimola la fantasia e si rievoca i ricordi. Mentre attraverso il gioco e il divertimento, l’animale agisce positivamente sul comportamento dell’uomo, perché gli dona benessere e sensazioni di serenità. Le attività ludiche inoltre favoriscono l’apprendimento e il mettersi in gioco.

L’animale diviene un’occasione di svago ed evasione, un motivo per rimanere agganciati al concreto, confrontarsi con la realtà, uno stimolo a parlare, un motivo per uscire da quell’isolamento che spesso si crea nelle situazioni di difficoltà e di incomprensione donando in molti casi la possibilità di costruire un rapporto di fiducia tra le persone. I benefici quindi sono tanti e sono accertati, tanto che in Italia è stato riconosciuto come cura ufficiale dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 28 febbraio 2003.

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BIBLIOGRAFIA

  1. Pagine Mediche – Cos’è la Pet Therapy e quali sono i benefici
  2. Fondazione Umberto Veronesi – Pet Theraphy: così i cani possono aiutare i più fragili
  3. lentepubblica.it – Pet Teraphy, i benefici nella vita delle persone
  4. Nurse24.it – Benefici della Pet Teraphy sull’uomo
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LA FATTORIA: PERCORSI DI INTERVENTO DI AIUTO NEL VERDE

I percorsi di Interventi di Aiuto nel verde di APDAM

All’interno del giardino della Fattoria di Bubi e Mimi vengono svolti numerosi percorsi di Interventi di Aiuto nel Verde. Ci sono ormai molti studi che attestano quanto l’essere umano abbia bisogno del contatto con la natura per il proprio benessere psicofisico. 

Attraverso la pratica dell’Orto di Aiuto, per esempio, le persone hanno l’occasione di prendersi cura di un altro essere vivente e così facendo si assumono delle responsabilità. Questo comporta un aumento della propria autostima e la tendenza a prendersi maggiormente cura di sé. Inoltre, se queste attività vengono svolte in piccoli gruppi, hanno anche il potenziale di aumentare il livello di collaborazione reciproco e diventare quindi un’occasione per imparare a tessere relazioni con gli altri. 

IL PROGETTO “FILI D’ERBA” DEGLI INTERVENTI DI AIUTO NEL VERDE

La Fattoria di Bubi e Mimi, attraverso il progetto “Fili d’Erba” premiato da Confagricoltura a Roma, sta dando la possibilità a bambini e ragazzi che arrivano da realtà di svantaggio sociale e povertà educativa di sperimentare le attività in natura attraverso figure professionali quali l’ortoterapeuta e gli educatori professionali. 

Le prime osservazioni vertono su una diminuzione dello stress durante la settimana, oltre che dei comportamenti aggressivi. Una delle proposte è stata quella di creare un piccolo orto, dove i bambini hanno zappato, creato un confine utilizzando le regole della matematica e dove presto pianteranno i semi che potranno veder nascere grazie al loro impegno. 

Ancora, alcuni ragazzi richiedenti asilo stanno partecipando alle attività, prendendosi cura delle piante officinali, utili alla creazione di prodotti di cosmesi a marchio “Fattoria di Bubi e Mimi”. Quando lavorano nel verde possono allontanarsi dai problemi quotidiani, oltre che socializzare con i colleghi e formarsi imparando un lavoro. 

Il giardino organizza anche delle giornate per ospitare bambini ospedalizzati, il cui contatto con la natura ha il potere di essere terapeutico. Nelle fasi di riabilitazione, poter sviluppare maggiormente i 5 sensi attraverso il contatto con la terra, l’acqua o gli animali, è un’opportunità preziosissima che aiuta, tra le altre cose, la riduzione del dolore e a migliorare la qualità del sonno.
I benefici sono quindi numerosi e notevoli, tanto è vero che nel 2005 è nata la Rete Italiana delle Fattorie Sociali, la quale racchiude quelle realtà che all’agricoltura hanno dato una declinazione sociale, trasformandola in uno strumento di aiuto e supporto per le persone in situazioni di marginalità o svantaggio

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BIBLIOGRAFIA

Dors | Ortoterapia: caratteristiche, ambiti di applicazione e benefici
Fattorie Sociali – Questa non è la solita Campagna
WWF – Le oasi negli ospedali dei bambini
Confagricoltura – Coltiviamo agricoltura sociale

LA FATTORIA: CANI, PET THERAPY E INTERVENTI ASSISTITI CON GLI ANIMALI

Gli Interventi Assistiti con gli Animali di APDAM

Gli Interventi Assistiti con gli Animali si basano sulla zooantropologia dove l’animale è coinvolto nelle attività e non utilizzato per le attività. La relazione con l’animale non è basata sulle prestazioni di quest’ultimo, come avviene in zootecnia, ma per il “contributo al cambiamento” che offre ad entrambi i soggetti coinvolti.

La zooantropologia infatti studia l’interazione dell’uomo con le altre specie animali e i contributi che l’uomo può ricevere dalla diversità animale, ponendosi come obiettivi di migliorare l’approccio con l’animale e favorire gli effetti positivi sull’uomo generati dalla relazione con l’animale.

Per la zooantropologia l’animale deve essere rispettato come soggetto e come diverso, ovvero come “partner di relazione”, evitando sia la strumentalizzazione che l’antropomorfizzazione.

I cani e l’uomo camminano ormai insieme da molto tempo. I ricercatori ritengono che 50 mila e 10 mila anni fa, lupi grigi ed esseri umani cacciavano prede simili. Alcuni fattori, come l’aumento della densità umana e il cambiamento climatico, provocarono però il declino delle prede. Di conseguenza i lupi avrebbero iniziato ad avvicinarsi agli accampamenti umani in cerca di cibo. Uomini e canidi avrebbero gradualmente iniziato a collaborare, con vicendevole vantaggio, dando il via al processo di addomesticamento. Se i primi cani furono da guardia, da guerra, da traino, da caccia e da pastore, dall’inizio dell’Ottocento nacquero i cani da compagnia.

Da semplice compagnia, ora i cani negli interventi assistiti secondo la zooantropologia sono coinvolti come co-terapeuti perché favoriscono il desiderio di accudire, di rilassarsi accarezzandolo, di meravigliarsi nell’osservarlo, di provare compiacimento nel ricevere attenzioni dal cane stesso, di giocare, di ridere, di imparare ad interagire con il cane, di ideare attività performative da realizzare e collaborare nella realizzazione di queste.

Tutto ciò è realizzabile grazie all’indole giocherellona, affettuosa, collaborativa, prevedibile e controllabile dei cani.

Per questo motivo APDAM mette in pratica gli Interventi Assistiti con Animali (IAA) rivolti a minori con disturbi della sfera fisica, neuromotoria, mentale e psichica, sensoriale, emotive, relazionali. 

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BIBLIOGRAFIA

https://www.salute.gov.it/imgs/C_17_opuscoliPoster_52_allegato.pdf
https://www.spaziopernoi.it/cose-la-zooantropologia/

Aula Malala-giardino del sentire oltre i confini

Il GIARDINO SENSORIALE: COM’È COMPOSTO E A COSA SERVONO LE SUE VARIE PARTI

Il Giardino Sensoriale di APDAM

Giardino del Sentire Oltre i Confini”, così si chiama il giardino sensoriale volto alla stimolazione dei nostri sensi, con lo scopo di infondere un maggior benessere psico-fisico. 

All’interno di esso troviamo 4 cerchi che ospitano numerose piante, ognuna scelta in base alla sua capacità di far sviluppare l’abilità percettiva della vista, dell’olfatto, dell’udito, del tatto e del gusto. Questi cerchi portano i nomi di persone importanti: cerchio Anna Frank, cerchio Samantha Cristoforetti, cerchio Madre Teresa, cerchio Joanne Rowling

Attraversando il Giardino, i sensi si affinano e la curiosità si attiva per cercare di cogliere tutto quello che la natura ha da darci. 

L’attenzione per la cromoterapia, ormai sempre più diffusa, si può trovare nei colori delle piante: dal lilla più rilassante alla vivacità dell’arancione o dalla loro disposizione in contrasto o in armonia tra di loro o ancora a seconda della loro temperatura o intensità cromatica. 

Anche la forma del giardino, volutamente circolare, fa sì che la nostra vista possa accomodarsi e sentirsi confortata dalle forme curve che la circondano.

C’è inoltre il giardino delle farfalle, dove queste ultime vengono a posarsi poiché naturalmente attratte dalle piante che lo compongono, creando un tripudio di colori vivi e in movimento.

TECNICHE UTILIZZATE NEL GIARDINO SENSORIALE

La tecnica del “barefooting”, ovvero di camminare a piedi nudi attraverso i vari elementi della natura, sia essa l’erba e i fiori, i tronchi, l’acqua del laghetto “Jacques Cousteau” o avanzare attraverso i cerchi riempiti con elementi naturali, stimola il nostro tatto. 

Divertente è anche provare a indovinare, attraverso il solo uso dell’olfatto, vicino a quale pianta aromatica ci troviamo, grazie ai deliziosi profumi che esse producono naturalmente, regalandoci nuove sensazioni.

Quando invece è la pancia a parlare, ci si può dirigere verso l’orto a terrazzamento che offre le sue preziose piante commestibili o, tra qualche anno, verso il giovane meleto di mele antiche. Si può così esplorare il senso del gusto attraverso una merenda salutare e autoprodotta.

Nel giardino sensoriale ci sono anche due aule. Una è chiamata Nelson Mandela ed è il luogo dove i bambini possono raccogliersi in un momento più intimo e condividere le proprie sensazioni. La seconda porta il nome di Malala Yousafzai e qui si può, invece, sviluppare la propria psicomotricità, attraverso la disciplina dello Yoga, grazie alla presenza di un palchetto e dell’ombra offerta dai tigli circostanti.

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BIBLIOGRAFIA

https://www.coltivarefacile.it/001455_giardino-sensoriale.html
Coltivare Facile – Giardino Sensoriale
Righetto Costantina, “Giardini per rivivere: orticoltura e giardinaggio a fini terapeutici in contesti sanitari”, Università di Bologna, 2015C. Borghi, “Il giardino che cura. Il contatto con la natura per ritrovare la salute e migliorare la qualità della vita”, Firenze, Giunti, 2007

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FATTORIA DIDATTICA E SOCIALE: LA FATTORIA DI BUBI E MIMI

La Fattoria didattica di Bubi e Mimi: cos’è e come nasce?

La Fattoria di Bubi e Mimi è un progetto di A Proposito di Altri Mondi e la sua realizzazione è stata possibile grazie all’impegno personale di alcuni soci che hanno deciso, in prima persona, di concorrere alla realizzazione di alcune idee. Le attività di fattoria didattica, Interventi di Aiuto nel Verde e inclusione lavorativa di APDAM sono quindi realizzate in stretta collaborazione con la fattoria stessa.

La Fattoria di Bubi e Mimi nasce come fattoria didattica e sociale, ovvero come luogo dove ogni bambino e ogni persona possono trovare benessere in un ambiente rigenerativo realizzato all’interno di un’azienda agricola tradizionale a conduzione familiare. Da un punto di vista giuridico, si tratta di un’azienda agricola riconosciuta come Fattoria Didattica dalla Regione Piemonte e autorizzata dal Comune e dall’ASL ad erogare Interventi Assistiti con gli Animali. 

INTERVENTI DI AIUTO NEL VERDE NELLA FATTORIA DIDATTICA

Nei percorsi Intervento di Aiuto nel Verde e di Ortoterapia è fondamentale il contatto con la natura che, mediato dall’accompagnamento di figure professionali, favorisce processi di autostima e di costruzione della propria identità: prendendosi cura di altri organismi, si impara a gestire l’emotività e la responsabilità, necessari per ricostruire una propria autonomia.

Come afferma Secondo Welfare, “l’Agricoltura Sociale propone un nuovo modello di sviluppo rurale all’insegna della sostenibilità, stabilendo un circolo virtuoso tra inclusione di soggetti svantaggiati, maggiori e più efficaci servizi alle persone, buona occupazione e sviluppo sostenibile”.

Per questo sempre più spesso si parla di welfare partecipativo, territoriale e di prossimità, con effetti potenzialmente virtuosi sullo sviluppo delle comunità locali. 

I PRINCIPALI BENEFICIARI

  • minori e giovani
  • persone con problemi psico-sociali derivanti da malattie cronico-disabilitanti, traumi, situazioni di svantaggio ed esclusione sociale, ecc. (con particolare attenzione a minori in età pediatrica 0-14 anni)
  • affetti e adulti di riferimento. 

BIBLIOGRAFIA

AIAB, “L’agricoltura biologica per l’agricoltura sociale: il contributo dell’agricoltura sociale per nuove politiche di welfare”, Associazione Italiana Agricoltura Biologica. http://www.fattoriesociali.com/convAIAB_ciaperoni.pdf

A. Pascale, “Le fattorie sociali in Italia”, Trento, 2007. 

Giardino sensoriale giardino del sentire oltre i confini progetti di apdam

Il GIARDINO SENSORIALE: IL PROGETTO INNOVATIVO DI APDAM

Il Giardino del Sentire Oltre i Confini: cos’è un giardino sensoriale?

Il giardino sensoriale di APDAM è un progetto innovativo, costruito attorno ad un luogo in cui i bambini e le persone con problemi psico-sociali conseguenti a malattie croniche disabilitanti possano sentirsi riannodati alla vita e in cui, grazie all’aiuto di professionisti, possano interagire con le piante e con animali addestrati nelle le stanze del “Giardino del Sentire oltre i Confini”.

Il giardino sensoriale ha permesso di approfondire la progettazione specifica relativa alle persone con differenti fragilità, per permettere di realizzare un angolo rilassante dove non si è solo circondati dalla natura, ma “ci si sente protetti da tanti elementi che fanno la guardia al nostro benessere psico-fisico.” [1]

Ecco che il sentiero sinuoso che attraversa piante odorose e fiori, sedute in legno, il rumore dell’acqua del laghetto e il canto degli uccelli e le stanze circolari assumono un altro significato, che è sensoriale e non solo estetico.

I 5 SENSI

I cinque sensi sono i protagonisti indiscussi del giardino sensoriale:

  • la Vista è stimolata con piante e fiori con gradazioni cromatiche talvolta contrastanti, inoltre alcune piante possono creare effetti di luce quando mosse dal vento.
  • l’Udito è coinvolto con l’installazione di una fonte d’acqua e seminando le piante che attirano le farfalle.
  • per il Tatto sono state scelte piante con foglie e petali di fiore dal tocco vellutato
  • l’Olfatto è uno dei sensi maggiormente coinvolti grazie al profumo che ha tutta la vegetazione
  • infine il Gusto è richiamato dalle erbe aromatiche

Il giardino sensoriale, quindi, permette di godere e toccare con mano qualcosa di bello, di comunicare, di recuperare abilità e competenze dimenticate, di essere stimolati fisicamente e mentalmente. Il contatto con le piante è in grado di conferire alla persona un potere rigenerativo maggiore rispetto al semplice passeggiare in giardino, e in questo caso è studiato per essere accessibile da tutti, per trovare tanti stimoli diversi in uno spazio circoscritto.

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BIBLIOGRAFIA

Righetto Costantina, “Giardini per rivivere: orticoltura e giardinaggio a fini terapeutici in contesti sanitari”, Università di Bologna, 2015

C. Borghi, “Il giardino che cura. Il contatto con la natura per ritrovare la salute e migliorare la qualità della vita”, Firenze, Giunti, 2007

S. L. Pesce, “Il giardino sensoriale. Uno spazio che si prende cura delle persone”, Con-fine edizioni, gennaio 2014.


[1] S. L. Pesce, “Il giardino sensoriale. Uno spazio che si prende cura delle persone”, Con-fine edizioni, gennaio 2014.