A Proposito di Altri Mondi ETS aderisce alla mobilitazione nazionale per il clima del 5 dicembre 2026, in Piazza del Popolo a Roma. Alla manifestazione parteciperà il direttore Christian Foti, anche presidente del Consorzio delle ONG Piemontesi, che ha aderito all’iniziativa. Con lui il figlio quattordicenne Ismaele, a testimonianza del valore educativo della partecipazione democratica e nonviolenta.
A Proposito di Altri Mondi ETS (APDAM) annuncia la propria adesione a “La Terra chiamò – Insieme per il clima”, la mobilitazione nazionale promossa da ASviS, Fondazione Symbola, Future Food Institute, Greenpeace Italia, Kyoto Club, Legambiente, Marevivo, Venice Climate Week e WWF Italia, in programma sabato 5 dicembre 2026 a Roma.
L’iniziativa intende riportare la crisi climatica al centro delle scelte politiche, economiche e sociali, chiedendo interventi concreti per la riduzione delle emissioni, l’abbandono progressivo dei combustibili fossili, l’adattamento dei territori e una più equa distribuzione delle responsabilità e dei costi della transizione.
Anche il Consorzio delle ONG Piemontesi (COP) ha aderito alla manifestazione, confermando l’importanza della mobilitazione della società civile su questioni che attraversano la cooperazione internazionale, lo sviluppo sostenibile e la tutela dei diritti fondamentali.
Informazioni per partecipare
La Terra chiamò – Insieme per il clima
Data: sabato 5 dicembre 2026
Luogo: Piazza del Popolo, Roma
Orario: dalle 12:30 al tramonto
Partecipazione: aperta alla cittadinanza, alle famiglie, alle associazioni e alle organizzazioni.
Scopri la manifestazione, consulta il programma e partecipa:
https://laterrachiamo-v2.netlify.app/
Il 5 dicembre: il volontariato, la terra e la responsabilità collettiva
La manifestazione si svolgerà in una data particolarmente significativa: il 5 dicembre ricorrono infatti la Giornata internazionale del volontariato e la Giornata mondiale del suolo.
Due ricorrenze che richiamano dimensioni fondamentali dell’identità e dell’azione di APDAM: la partecipazione delle persone alla costruzione del bene comune e la tutela delle risorse naturali da cui dipendono la sicurezza alimentare, la salute e il futuro delle comunità.
Per un’organizzazione impegnata nel contrasto alla malnutrizione infantile e nella promozione dello sviluppo rurale sostenibile, il suolo non rappresenta soltanto una risorsa produttiva, ma un elemento essenziale per la vita, la resilienza dei territori e il diritto al cibo.
Allo stesso modo, il volontariato esprime una forma concreta di prossimità, responsabilità e partecipazione, capace di rafforzare i legami sociali e contribuire ai processi di trasformazione delle comunità.
La prossimità non si ferma ai confini dei nostri progetti. Il 5 dicembre diventa partecipazione.
È con questa convinzione che APDAM aderisce alla mobilitazione nazionale, invitando la società civile a riconoscere nella giustizia climatica una responsabilità condivisa e una condizione indispensabile per la tutela dei diritti delle generazioni presenti e future.
La crisi climatica è una questione di giustizia sociale
Per APDAM, impegnata da quindici anni nel contrasto alla malnutrizione infantile, nella sicurezza alimentare e nello sviluppo sostenibile delle comunità vulnerabili, la crisi climatica rappresenta una delle principali sfide strutturali del nostro tempo.
L’alterazione dei cicli delle precipitazioni, il degrado dei suoli, gli eventi climatici estremi e la crescente pressione sulle risorse naturali compromettono i sistemi agricoli e alimentari, aggravando condizioni di povertà e vulnerabilità già esistenti.
Nei territori rurali africani in cui APDAM opera, queste dinamiche possono tradursi in una riduzione delle produzioni agricole, in maggiori difficoltà di accesso al cibo e in un aumento dei rischi nutrizionali, soprattutto per i bambini.
La crisi climatica non colpisce tutte le persone allo stesso modo. Le sue conseguenze ricadono spesso con maggiore intensità sulle comunità che hanno contribuito meno a determinarla e dispongono di minori risorse per affrontarla.
Per questa ragione, la giustizia climatica è inseparabile dalla giustizia sociale, dal diritto alla salute, alla nutrizione e a condizioni di vita dignitose.
La prossimità come responsabilità
L’adesione alla manifestazione nasce anche da una convinzione che orienta l’identità e il metodo di lavoro di APDAM: il valore della prossimità.
Per l’organizzazione, prossimità significa costruire relazioni autentiche con le comunità, condividere percorsi, ascoltare bisogni e aspirazioni, riconoscere competenze locali e accompagnare processi di cambiamento fondati sulla partecipazione.
Non si tratta semplicemente di realizzare interventi nei territori, ma di lavorare insieme alle persone, riconoscendone dignità, autonomia e capacità di essere protagoniste del proprio sviluppo.
Questa responsabilità non si esaurisce nei progetti di cooperazione internazionale.
Essere prossimi significa anche non rimanere indifferenti di fronte alle grandi questioni collettive e scegliere di partecipare alla vita democratica, nei propri territori e nelle proprie città.
La partecipazione alla mobilitazione del 5 dicembre rappresenta quindi una naturale espressione dell’impegno di APDAM per una società più giusta, inclusiva e sostenibile.
Educare alla cittadinanza globale attraverso l’esempio
Alla manifestazione parteciperà il direttore di APDAM, Christian Foti, che ricopre anche la carica di presidente del Consorzio delle ONG Piemontesi.
Con lui sarà presente il figlio Ismaele, di 14 anni.
Una scelta che attribuisce alla partecipazione anche un significato educativo e intergenerazionale.
«Vorrei che mio figlio imparasse che i diritti non sono acquisiti per sempre, che la democrazia richiede partecipazione e che si può manifestare con forza e determinazione senza ricorrere alla violenza. Credo che educare alla cittadinanza significhi anche offrire esempi concreti di responsabilità e impegno civile», sottolinea Christian Foti.
«La prossimità ci insegna che non possiamo limitarci a osservare le difficoltà delle persone. Dobbiamo scegliere di esserci, condividere le responsabilità e contribuire al cambiamento. Questo vale nei villaggi e nelle comunità con cui lavoriamo, ma deve valere anche nelle nostre piazze».
L’educazione alla cittadinanza globale costituisce una componente fondamentale dell’azione di APDAM, perché promuove la consapevolezza dell’interdipendenza tra fenomeni locali e globali e incoraggia una partecipazione attiva, critica e responsabile alla vita collettiva.
Un invito alla partecipazione, nel segno della nonviolenza
APDAM invita soci, volontari, sostenitori, organizzazioni del Terzo Settore, famiglie, giovani e cittadini a partecipare alla manifestazione nazionale del 5 dicembre.
La mobilitazione rappresenta un’occasione per riaffermare il valore della partecipazione democratica e della nonviolenza, strumenti essenziali per promuovere trasformazioni sociali fondate sul rispetto della dignità umana.
La partecipazione pacifica non richiede uniformità di pensiero, ma la disponibilità a riconoscere problemi comuni, confrontarsi e assumersi responsabilità condivise.
Non possiamo lavorare ogni giorno per costruire un futuro più giusto e poi restare spettatori quando quel futuro viene messo a rischio.
Il 5 dicembre APDAM sarà in Piazza del Popolo per sostenere una transizione ecologica giusta, capace di tutelare le persone più vulnerabili e di non lasciare indietro nessuno.
Perché la difesa del clima è anche la difesa della salute, della sicurezza alimentare, della dignità e delle opportunità delle nuove generazioni.