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Nascere con cura a Kisanji

Contesto

Il tasso di mortalità infantile in R.D. del Congo è di 170 casi su 1000 nati vivi, e di questi il 42% avviene in età neonatale. Durante il parto, il numero di donne che muore ogni anno corrisponde a 36.000, uno dei tassi più elevati al mondo. Il Piano Nazionale di Sviluppo Sanitario 2011-2015 della RDC promuove in particolare l’educazione alla salute, l’approvvigionamento di acqua potabile, le misure di igiene e sanificazione e la protezione materno-infantile.
Kisanji è situata nella provincia del Bandundu, in piena savana arborea. L’ospedale (privato, ma inserito nel sistema sanitario Congolese) è il centro di riferimento della Zone de Santé di Kisanji, che riceve i pazienti da un bacino di circa 110.000 abitanti. Dal 1980 l’ospedale e tutta la missione di Kisanji non sono riforniti di acqua corrente e potabile e di corrente elettrica. Nel raggio di 12km dall’ospedale afferiscono tre maternità che al momento sono costituite da una capanna di fango, paglia e un’impalcatura di tronchi e che servono una popolazione di circa 2200 bambini e 2100 donne. Esiste un sistema di levatrici tradizionali, alle quali le donne dei villaggi si rivolgono per affrontare il parto, che agiscono forti della loro grande esperienza ma in un contesto totalmente non igienico e non protetto.

Obiettivo

Contribuire al miglioramento della salute materna e ridurre la mortalità materno-infantile.

Strategie, materiali e metodi

Interventi strutturali: si prevede di introdurre l’accesso a fonti di acqua potabile e all’elettricità per l’ospedale di Kisanji e per la vicina missione. Verrà ristrutturato il servizio materno-infantile dell’ospedale, ricostruite in muratura le tre maternità limitrofe e rifornite del mobilio e delle apparecchiature necessarie. Verrà inoltre istituito un sistema di comunicazione efficace tra l’ospedale di referenza e le maternità limitrofe.
Salute riproduttiva: Si prevede l’elaborazione e l’attuazione di un corso di formazione teorico/pratico per gli operatori sanitari, incentrato sul percorso nascita (assistenza alla donna in età fertile e in gravidanza, periodo peri-natale e prime cure dopo la nascita). Nella formazione saranno coinvolti direttamente i responsabili sanitari locali ed è prevista la creazione di supporti formativi quali cartellonistica e dispense.
Educazione comunitaria: si creerà un piano di promozione e prevenzione comunitaria, allo scopo di educare la popolazione a rivolgersi ai servizi di salute materno-infantile, realizzato attraverso campi medicali, metodologia SALT e la strategia della “grand mére”. Verranno formati 60 relais communautaires e 60 levatrici tradizionali che agiranno come antenne territoriali per fare da tramite con i servizi ospedalieri.
Advocacy: verranno realizzate tavole di concertazione con i decisori politici a vari livelli allo scopo di sensibilizzare e favorire l’impegno politico nella lotta al fenomeno dei ciarlatani e l’integrazione dei sistemi di cura tradizionali, con particolare attenzione alle levatrici.

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