NASCERE CON CURA A KISANJI

COSA

Migliorare la salute materna e ridurre la mortalità materno-infantile.

QUANDO

2014-2018

DOVE

Kisanji, Repubblica Democratica del Congo (RDC).

 La Repubblica Democratica del Congo ha un tasso di mortalità infantile molto elevato: 170 ogni 1.000 nati, di cui il 42% in età neonatale. Parimenti alto il numero di partorienti che muoiono ogni anno, corrispondente a 36.000, uno dei maggiori al mondo. Il Piano Nazionale di Sviluppo Sanitario 2011-2015 della RDC promuove: 

  • Educazione alla salute;
  • Approvvigionamento di acqua potabile
  • Misure di igiene e sanificazione
  • Protezione materno-infantile. 

Kisanji si trova nella provincia del Bandundu, immersa nella savana arborea. L’ospedale della zona (privato, ma inserito nel sistema sanitario congolese) è il centro di riferimento della Zone de Santé, che raccoglie un bacino di 110.000 abitanti circa. Dal 1980, all’ospedale e a tutta l’area circostante, mancano: acqua corrente potabile e corrente elettrica. 

Inoltre, si contano tre maternità afferenti, dislocate in un raggio di 12 km dalla struttura e costituite da una capanna di fango, paglia e tronchi. Tali “reparti” servono una popolazione di circa 2.200 bambini e 2.100 donne. Oltre a ciò, esiste un sistema di levatrici tradizionali, di grande esperienza, ma operanti in contesti privi di condizioni igienico-sanitarie adeguate.

COME

Interventi strutturali – Salute riproduttiva – Educazione comunitaria – Advocacy.

Interventi strutturali: Fornire l’accesso a fonti di acqua potabile e alla corrente elettrica, per l’ospedale e per la vicina missione di Kisanji. Ristrutturare il servizio materno-infantile dell’ospedale, ricostruire in muratura le tre maternità limitrofe e rifornirle di mobilio e di apparecchiature necessarie. Istituire un sistema di comunicazione efficace tra l’ospedale e i reparti di maternità distaccati.

Salute riproduttiva: Progettazione e attuazione di un corso di formazione teorico/pratico per gli operatori sanitari, incentrato sul percorso nascita (ossia: assistenza alla donna in età fertile e durante la gravidanza; periodo peri-natale; prime cure dopo il parto), realizzato coinvolgendo direttamente gli operatori locali.

Educazione comunitaria: Creazione di un piano di prevenzione comunitaria, allo scopo di educare la popolazione a rivolgersi ai servizi di salute materno-infantile, realizzato attraverso: campi medicali, metodologia SALT e la strategia della grand mére. L’obiettivo è quello di formare 60 relais communautaires e 60 levatrici tradizionali che agiranno da tramite con i servizi ospedalieri.

Advocacy: Realizzazione di tavole di concertazione con i decisori politici a vari livelli, allo scopo di sensibilizzare e favorire l’impegno politico nella lotta al fenomeno dei ciarlatani e all’integrazione dei sistemi di cura tradizionali, con particolare attenzione alle levatrici.

Finanziato da 8×1000 cei (Comitato per gli Interventi Caritativi per il Terzo Mondo)

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