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Lotta alla mortalità neonatale a Kimbanseke

Contesto

Il progetto è stato realizzato all’interno del Comune di Kimbanseke di Kinshasa e in particolare nella maternità dell’ospedale di Mokalì, e in due maternità limitrofe: quella di Père Damien (più piccola e inserita in un contesto rurale) e la maternità dell’ospedale di Madaila (nata da appena un anno al momento della realizzazione del progetto). Il quartiere si trova ad affrontare un elevato degrado urbano, un'altissima percentuale di povertà ed una dilagante malnutrizione. I principali problemi di salute si registrano nell’area materno-infantile, in particolare in relazione alle emergenze ostetrico-ginecologiche.
Queste 3 strutture, di natura privata, sono integrate nel sistema sanitario nazionale. I principali problemi precedenti al nostro intervento, erano: una carenza di risorse cronica, scarsa attenzione all’igiene da parte del personale sanitario, scarse competenze nel campo della rianimazione neonatale, scarsa educazione terapeutica e alti tassi di mortalità neonatale.

Obiettivo

Ridurre l’incidenza della mortalità neonatale, nel quartiere di Kimbanseke, attraverso il potenziamento delle competenze degli operatori riguardo l’igiene, la rianimazione neonatale, l’educazione alle mamme e il rafforzamento dei legami tra le strutture sanitarie e la comunità di riferimento.

Strategie, materiali e metodi

1. Igiene e salute

Prevenzione delle principali infezioni neonatali e implementazione delle regole igieniche per ridurre i rischi di contatto o contagio con materiali infetti nel momento intra-partale e durante l’ospedalizzazione di mamma e bambino.

1.1 Realizzazione di corsi di formazioni igiene

È stato sviluppato un modulo di formazione in linea con le strategie OMS e UNICEF, comprendente una parte teorica e una parte pratica, attraverso la metodologia del training on the job. Gli argomenti trattati sono stati:

  • igiene dell’operatore e delle sale;
  • Utilizzare D.P.I;
  • Smaltimento dei rifiuti;
  • Igiene e salute di donne e bambini
1.2 Equipaggiamento di strutture con le attrezzature necessarie.
  • In tutte le strutture sono stati affissi supporti visivi utili come controllo delle procedure igieniche da utilizzare in sala parto e in sala travaglio.;
  • Ogni maternità è stata rifornita del materiale necessario (sterilizzatrice, pinze chirurgiche, materiali plastici per la preparazione di soluzioni, camici e scarpe per le ostetriche da utilizzare durante l’assistenza al parto).
2. Rianimazione neonatale

Rafforzamento delle conoscenze e delle competenze degli operatori sanitari e favorire l’utilizzo della “Canguro terapia” come strumento primario di supporto alle situazioni di rischio di sofferenza neonatale.

2.1 Corsi di preparazione

È stato sviluppato un modulo di formazione in linea con le strategie OMS e UNICEF, comprendente una parte teorica e una parte pratica, attraverso la metodologia del training on the job. Gli argomenti affrontati sono stati:

  • rischi durante la gravidanza;
  • Valutazione di consegna;
  • rianimazione neonatale (aspirazione e ventilazione);
  • Indice di Apgar;
  • Assistenza al neonato;
  • Terapia Kangaroo
2.2 Equipaggiamento di strutture con le attrezzature necessarie
  • In tutte le strutture sono stati affissi supporti visivi utili come controllo delle procedure igieniche da utilizzare in sala parto e in sala travaglio.
  • Ogni maternità è stata rifornita di un’Isola neonatale con lampade per riscaldare i neonati a rischio e un Kit di rianimazione neonatale (teli puliti per accogliere il bambino al momento del parto, maschere per la ventilazione, aspirapolvere manuale, tessuti per la canguro terapia).

Risultati del progetto

Il 90% del personale sanitario ha superato il test certificativo delle conoscenze e competenze e a tutti i follow up delle neo mamme le stesse dichiaravano di essere state istruite all’utilizzo della canguro terapia da parte dei Relais Communautaires. La sopravivenza neonatale è aumentata del 2%.

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