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Lotta alla malnutrizione infantile

A Kimbanseke, in Repubblica Democratica del Congo, lotta alla malnutrizione infantile su base comunitaria

Contesto

Nel corso degli ultimi anni, l'interesse nazionale e mondiale sulla nutrizione, in particolare di donne

e bambini, è aumentato drammaticamente e numerose prove scientifiche hanno permesso di rivalutare la promozione di una buona nutrizione come un investimento al fine di ridurre la povertà ed accrescere lo sviluppo sociale ed economico e ridurre le disuguaglianze.

Nonostante i progressi effettuati in alcune zone geografiche i tassi di mortalità infantile sono a livelli emergenziali. Un bambino nato in Africa ha una probabilità di morire entro i 5 anni, di 20 volte superiore a uno nato in Europa. Il 99% di queste morti avviene nei Paesi in Via di Sviluppo, l’82% in Africa e in Asia meridionale. Nel 2011, circa il 50% delle morti sotto i cinque anni si è verificato in soli cinque paesi: India, Nigeria, Repubblica Democratica del Congo, Pakistan e Cina.

La malnutrizione, soprattutto quella infantile, rappresenta quindi uno dei problemi sanitari e di sviluppo prioritari a livello mondiale. I costi umani ed economici della malnutrizione sono enormi, e ricadono soprattutto sulle famiglie più povere e in particolare su donne e bambini. Anche la ricaduta economica sullo sviluppo dei paesi, in termini di perdita di produttività e di ritardo nello sviluppo economico, è immensa, ma tuttora sottostimata. La cattiva alimentazione nei primi 1.000 giorni di vita di un bambino può portare ad una crescita non adeguata, che è irreversibile ed associata a riduzione delle capacità cognitive e conseguente minor rendimento scolastico e lavorativo.

La Repubblica Democratica del Congo, nonostante abbia un elevato potenziale economico, è classificata come Paese a basso reddito e con insufficiente produzione alimentare. Circa il 70% della popolazione vive sotto la soglia di povertà e il 43% dei bambini sotto i 5 anni soffre di malnutrizione cronica. Inoltre, la malnutrizione acuta colpisce più di un bambino su dieci (10,7%) in età compresa tra 6 e 59 mesi, di cui quasi la metà (5,2%) nella forma grave. In un anno il numero di casi attesi di malnutrizione acuta grave è stimato intorno ai due milioni di bambini (MICS 2010). Il comune di Kimbanseke nella capitale Kinshasa - nel quale sono situate Bjiela e Kingasani, Zone de Santé target del presente progetto - presenta un tasso di malnutrizione cronica tra i più elevati della città (>35%).

Obiettivo

Obiettivo Generale: Contribuire alla diminuzione della malnutrizione infantile in Repubblica Democratica del Congo, favorendo l’attuazione del Programma Nazionale (RDC) della Nutrizione e la realizzazione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite.

Obiettivo Specifico: Migliorato lo stato nutrizionale del bambini 0-5 anni nelle Zone de Santé di Kingasani e di Biyela (Kinshasa – RDC), attraverso il rafforzamento del sistema di presa in carico clinico, lo sviluppo di attività generatrici di reddito e l’incremento della consapevolezza della popolazione target sulle problematiche nutrizionali.

Risultato atteso 1 - Migliorato il sistema di presa in carico clinico dei bambini 0-5 anni affetti da malnutrizione mediante il potenziamento strutturale dei centri nutrizionali (UNTI e UNTA) e il rafforzamento delle capacità del personale sanitario

Risultato atteso 2– Incrementato il reddito delle famiglie maggiormente vulnerabili attraverso l’implementazione di attività generatrici di reddito

Risultato atteso 3– Aumentata la consapevolezza della popolazione target sulle problematiche nutrizionali e sulle tecniche di miglioramento dello stato nutrizionale mediante lo sviluppo di una campagna capillare id sensibilizzazione comunitaria

Risultato atteso 4– Aumentata conoscenza degli stakeholders (nazionali ed internazionali) sulle buone pratiche nell’ambito delle attività integrate di lotta contro la malnutrizione

Strategie, materiali e metodi

Al fine di sviluppare un intervento integrato, non settorializzato, in grado di intervenire sui maggiori determinanti della malnutrizione sono state individuate le seguenti fasi:

  • Fase 1: definita dell’urgenza. In questa fase deve avvenire un rafforzamento dei sistemi di presa in carico della malnutrizione in tutte le sue forme mediante il potenziamento delle strutture sanitarie, la capacitazione del personale sanitario e la sperimentazione di nuovi alimenti terapeutici anche a livello comunitario.
  • Fase 2: definita di transizione. In questa fase deve implementarsi una prevenzione e promozione mirata alla stabilizzazione del fenomeno attraverso l’educazione (dalla pianificazione familiare, ai primi mille giorni di vita del bambino passando per la nutrizione in gravidanza, l’allattamento esclusivo al seno per i primi sei mesi di vita, l’igiene, la rotazione alimentare, le buone pratiche igienico-sanitarie, la salubrità degli ambienti e il riconoscimento precoce degli stati a rischio) all’interno delle comunità di base.
  • Fase 3: definita dello sviluppo. In questa fase si deve agire sui fattori socio-economici che favoriscono l’instaurarsi delle forme di malnutrizione attraverso il rafforzamento della sicurezza alimentare, la promozione del micro-credito e di attività generatrici di reddito, la disseminazione delle pratiche innovative e la promozione di politiche di protezione sociale.

INTRODUZIONE DELLA SPIRULINA E DELLA MORINGA OLIFERA

Un aspetto innovativo del presente progetto riguarda l’introduzione nella dieta dei bambini malnutriti di due varietà di cibi considerati a elevato contenuto nutriente. Si tratta di una varietà algale, la Spirulina, e di una arborea, la Moringa Olifera.La validazione dei protocolli sperimentali previsti dal progetto sull’utilizzo dei prodotti di Spirulina e Moringa Olifera nella preparazione di pappe terapeutiche per i bambini malnutriti e la formazione del personale sanitario nell’ambito della preparazione di tali pappe terapeutiche con cibi locali, secondo quanto indicato nella letteratura, contribuiranno a ridurre i tempi di trattamento, renderanno le strutture periferiche autonome dalla ricezione di pappe terapeutiche dall’UNICEF e faciliteranno ulteriormente la presa in carico presso le comunità più vulnerabili.

EDUCAZIONE E FORMAZIONE

Per l’educazione e la sensibilizzazione comunitaria è impiegato l’approccio SALT, mentre per la formazione del personale sanitario sono previste moduli di lezioni frontali, simulazioni pratiche ed applicazioni on the job.

MICROFINANZA e COOPERATIVA

Uno degli strumenti di microfinanza, il microcredito, viene riconosciuto quale strumento adatto per favorire la formazione di un reddito base in grado di soddisfare i bisogni delle famiglie più povere. L’accesso ad un prestito di microcredito, oltre che fornire al beneficiario un montante da investire in attività produttive, mette la persona in relazione con dinamiche di risparmio-prestito con cui non avrebbe altrimenti modo di confrontarsi, attraverso una modalità di gestione trasparente e democratica del finanziamento. Un simile approccio ha delle ricadute positive sia in termini di avvio di attività generatrici di reddito, come ad esempio le cooperative, ma anche di costruzione di una mentalità trasparente e paritaria.

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