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BETO TOMA

Nelle comunità di base della Zone de Santé di Kisanji, in Repubblica Democratica del Congo, lotta contro la malnutrizione infantile secondo l’approccio alle capacità

Contesto

La malnutrizione, soprattutto quella infantile, rappresenta ad oggi uno dei maggiori problemi sanitari a livello mondiale. I costi umani ed economici della malnutrizione sono enormi e influiscono sulle famiglie più vulnerabili, in particolare sui bambini e sulle donne. Le ricadute economiche sullo sviluppo dei Paesi, in termini di diminuzione della produttività nazionale e di ritardo nello sviluppo economico, sono enormi e sempre sotto-stimate.

Malgrado il potenziale economico del Paese, la Repubblica Democratica del Congo viene classificata come paese a scarse entrate e che ha una produzione alimentare insufficiente. Circa il 70% della popolazione vive sotto la soglia della povertà e i bambini (0-5 anni) soffrono di malnutrizione cronica.

La malnutrizione acuta affligge più di un bambino su 10 che ha da 6 a 59 mesi (10,7%) dei quali la metà (5,2%) in maniera grave. In un anno i casi di malnutrizione acuta grave sono stimati intorno a 2 milioni di bambini (indagine MICS 2010). Sebbene la malnutrizione sia un problema sanitario multifattoriale, dipendente cioè da fattori tra i quali la sicurezza alimentare, la disponibilità di risorse economiche, la conoscenza delle buone pratiche nutrizionali e la presenza di un adeguato sistema sanitario di presa in carico, gli approcci a livello internazionale sono ancora settoriali.

Obiettivo

Obiettivo Generale: Contribuire alla diminuzione della malnutrizione infantile in Repubblica Democratica del Congo, favorendo il raggiungimento degli obiettivi del Piano di Sviluppo Sanitario Nazionale attraverso l’attuazione del Programma Nazionale Nutrizionale e la realizzazione del secondo degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite.

Obiettivo Specifico: Nella Zona Sanitaria di Kisanji, in particolare nelle Aree Sanitarie di Mukoso, Kitanda e Malundu, è migliorata la capacità delle comunità di base di proteggere lo stato nutrizionale dei bambini 0-5 anni.

Risultato Atteso 1: Nell’HGR di Kisanji e nel Centri di Salute di Mukoso, Kitanda e Malundu sono migliorate le strutture sanitarie di cure nutrizionali

Risultato Atteso 2: Le famiglie hanno sviluppato le loro conoscenze così da rendere lo stato nutrizionale corretto nelle comunità di base

Risultato Atteso 3: Nelle comunità di base le famiglie hanno aumentato le proprie capacità economiche e l’accesso alle cure sanitarie

Strategie, materiali e metodi

Il progetto BETO TOMA prevede 3 assi strategici:

Asse strategico n. 1– Miglioramento delle strutture sanitarie di cure nutrizionali nell’Ospedale Generale di Referenza di Kisanji e nei Centre de Santé di Mukoso, Kitanda e Malundu. I centri sanitari saranno riabilitati e saranno costruite delle Unità Nutrizionali di Terapia Intensiva (UNTI) e Unità Nutrizionali di Terapia Ambulatoriale (UNTA) per la presa in carico dei bambini malnutriti; sarà introdotto un protocollo sperimentale che integrerà l’utilizzo dell’alga spirulina, che possiede un elevato contenuto di micronutrienti e che sarà utilizzata nella produzione di alimenti ipernutrienti per i bambini.

Asse strategico n. 2– Aumento delle capacità intellettuali delle famiglie per rendere lo stato nutrizionale corretto nelle comunità di base.Sarà realizzata una campagna di sensibilizzazione con un approccio comunitario innovativo volto a favorire l prevenzione della malnutrizione attraverso l’applicazione di norme igieniche, la rotazione di alimenti disponibili, l’allattamento esclusivo al seno fino ai 6 mesi di vita del bambino, e il trattamento precoce in caso di malnutrizione attraverso una diagnosi rapida a livello comunitario e il trasferimento del bambino alle strutture sanitarie di referenza.

Asse strategico n. 3– Aumento delle capacità economiche e di accesso alle cure sanitarie delle famiglie nelle comunità di base.Saranno rafforzate le capacità delle comunità di finanziare i propri bisogni sanitari grazie ad attività generatrici di reddito, all’aumento dei rendimenti agricoli, a mutuelle de santéorganizzate in un sistema di co-gestione e all’avvio di Comitati per lo Svilupo delle Aires de Santé (CODESA).

Le metodologie utilizzare nel progetto BETO TOMA sono:

  • Formazione del personale sanitario secondo l’approccio NAC (Nutrition à l’Assise Communautaire) secondo il quale vanno affrontati diversi settori chiave che intervengono sulla malnutrizione per accompagnare le donne nella risoluzione dei problemi; settori quali: salute, agricoltura, educazione, igiene, ambiente, ecc. Si tratta di una strategia di sviluppo locale concepita e gestita in seno a comunità organizzate in cui sono presenti dei problemi simili e in cui i membri si impegnano a risolverli con la piena partecipazione;
  • Educazione comunitaria mediante corsi di formazione, atelier, workshop, trasferimento di capacità, Peer Education, approccio SALT.
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